Gallerie d’Italia – Milano
10 marzo ore 15.00 –18.00
Cosa si nasconde dietro il fatto che, ogni tanto, alcuni capolavori “riemergano” dal buio delle riserve e arrivino davanti a nuovi pubblici? Non è magia e non è un colpo di testa curatoriale: è un lavoro tecnico, progettuale e collettivo, spesso invisibile, che rende possibile esporre opere fragilissime senza tradire la loro conservazione.
Da qui parte il ciclo di tre “Conversazioni” dedicate proprio a questo dietro le quinte: la progettazione ed esecuzione dei sistemi espositivi e di custodia, costruiti su misura “intorno al bene” in base al suo stato conservativo, alle condizioni ambientali, alle scelte espositive e anche al viaggio che l’opera deve affrontare.
Il primo incontro si tiene il 10 marzo alle 15.00 alle Gallerie d’Italia-Milano, e prende il titolo “Il Mestiere invisibile di esporre arte”, come la recente pubblicazione curata da Veronica Rodenigo (Marsilio 2025). Dopo il saluto del vicedirettore Giovanni Morale e l’introduzione della stessa Rodenigo, si apre un confronto su due piani: da una parte la relazione necessaria tra architettura e ingegneria per trasformare un’idea di allestimento in una soluzione reale e sicura; dall’altra il tema della tutela e della conservazione, con strumenti come climabox, climaframe, teche progettate ad hoc e apparati tecnologici sempre più sofisticati.
Intervengono, tra gli altri, Silvia Rinalduzzi (studio Alvisi Kirimoto), Maurizio Milan (BUROMILAN) e l’architetto Francesco Canali (Canali Associati), insieme a Laura Feliciotti (Patrimonio Artistico Intesa Sanpaolo), Giacomo Andrea Doria (OTTART) e Diego Giachello (Officina delle Idee). Modera Alessandro Colombo, architetto e designer, docente e vicepresidente dell’Associazione Italiana Exhibition Designers (IDEA), con la collaborazione di Gallerie d’Italia-Milano e Intesa Sanpaolo.
Il contesto è quello delle grandi mostre cresciute dagli anni Novanta in poi, con l’aumento di scambi e movimentazioni di opere e con la necessità di sviluppare ricerche e competenze specialistiche. E infatti l’incontro richiama esempi emblematici: dalla lunga teca per il “Fregio palagiano” al Castello di Racconigi, al climaframe pensato per proteggere senza interferire con la visione il “Martirio di sant’Orsola” di Caravaggio, fino a soluzioni tecniche millimetriche per allestimenti contemporanei come la mostra su Emilio Vedova a Palazzo Reale e agli interventi per la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano.
Ingresso libero fino a esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria.
