CORTONA, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona
Palazzo Casali , 5 luglio – 1 novembre 2026
A sessant’anni dalla sua scomparsa, Cortona rende omaggio a uno dei più grandi protagonisti dell’arte del Novecento con la mostra internazionale “Gino Severini. Modernità come dialogo”.
La città natale dell’artista, che ne custodisce le spoglie e ne conserva viva l’eredità culturale, celebra il maestro attraverso un progetto espositivo di straordinario valore scientifico e artistico. La mostra approfondisce il ruolo di Severini come mediatore tra mondi diversi: tra Italia e Francia, tra tradizione e avanguardia, tra culture, linguaggi figurativi ed epoche differenti.
Il percorso espositivo riunisce oltre 80 opere, tra capolavori e rarità provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, affiancate da lavori di artisti che hanno segnato la storia dell’arte moderna, come Vittore Grubicy, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Pablo Picasso, Ardengo Soffici e Carlo Carrà. Completano l’esperienza documenti originali, testimonianze storiche e un’innovativa installazione multimediale immersiva.
Tra gli eventi più attesi figura l’eccezionale ritorno in Italia, dopo oltre trentacinque anni, del monumentale dipinto futurista “La danse du Pan Pan à Monico”, proveniente dal Centre Pompidou di Parigi: una spettacolare tela di quattro metri che rappresenta uno dei vertici della produzione severiniana.
La mostra propone inoltre una rilettura inedita del rapporto tra Severini, la spiritualità e la modernità, ricostruendo il suo lungo impegno nelle decorazioni murali di numerose chiese svizzere e valorizzando la celebre Via Crucis di Cortona. Un approfondimento che si estende anche agli itinerari severiniani in città, offrendo ai visitatori l’opportunità di scoprire il profondo legame tra l’artista e il territorio che ne ha segnato la formazione e il ritorno negli ultimi anni della sua vita.
Un viaggio affascinante attraverso l’opera e il pensiero di un artista che ha saputo costruire ponti tra culture, linguaggi e visioni, lasciando un segno indelebile nella storia dell’arte europea.


